Rimettere la Piscina Fuori Terra a Nuovo

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Con l’arrivo dei primi caldi per coloro che hanno una piscina, il pensiero si rivolge subito a fare un primo bagno con la famiglia o gli amici. Sia per chi la piscina fuori terra l’ha lasciata montata, sia per chi l’ha riposta in scatola durante la stagione invernale, prima di utilizzarla è fondamentale la rimessa in sesto e garantire la giusta manutenzione, in modo che si limitino il più possibile i problemi per il periodo estivo.

Perché è fondamentale?

La pulizia preventiva della piscina fuori terra da alghe o residui di sporco che si sono formati sul fondo e sulle pareti durante la stagione invernale è la più importante. Sia che la piscina sia rimasta in giardino sia in caso di rimessaggio invernale.

Se la pulizia e il trattamento impattante con prodotti chimici non viene fatto una volta riempita d’acqua, risulterà veramente difficile farlo con buoni risultati durante la stagione soprattutto con l’aumento delle temperature atmosferiche.

Per coloro i quali hanno la piscina fuori terra già montata un trattamento d’urto con cloro è importante prima dell’utilizzo.

Il montaggio delle piscine fuori terra deve essere altrettanto accurato come la pulizia del telo. Infatti, è necessario assicurarsi che il fondo dove la piscina stazionerà sia adatto per sostenerla e privo di corpi appuntiti che potrebbero danneggiare il fondo della piscina fuori terra.

Da Dove Partire?

1. Stabilità del fondo e rimozione di oggetti appuntiti

Per chi ogni anno monta e smonta la piscina fuori terra è necessario appiattire il più possibile il fondo, tagliare l’erba e assicurarsi che non ci siano rami o piccoli oggetti appuntiti che risultano molto pericolosi per il telo. Un piccolo oggetto appena appuntito, con il peso dell’acqua, rende il telo molto più teso e vulnerabile.

La nostra esperienza ci insegna che anche solo un’innocua puntina ha potuto bucare, dopo aver riempito la piscina, il telo.

La zona ideale per il montaggio delle piscine fuori terra resta sempre una piattaforma di cemento per donare stabilità e livellamento al terreno. Nel caso in cui non si voglia creare una piattaforma di calcestruzzo, se si ha un terreno ben compattato nel tempo e lo si livella con sabbia fine il risultato comunque permetterebbe di avere una piscina fuori terra ben salda sul terreno e in piano. Insieme alle piscine vengono forniti i teli da porre sul terreno, spesso però non sono sufficienti.

Per questo consigliamo sempre un fondo con erba sintetica o apposite piastrelle in polietilene in grado di creare una barriera contro i materiali che danneggerebbero la piscina.

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Prisma Intex 732x366x132 su piano in polietilene, ricoperto dal telo
Vista laterale della Piscina Intex frame Prisma 732x366x132h
Prisma Intex 732x366x132 su piano in polietilene, ricoperto dal telo

 

2. Pulizia del telo

Il telo dovrebbe esser pulito ogni volta che la piscina fuori terra viene smontata in modo da non permettere allo sporco di ancorarsi allo stesso durante il periodo invernale. In ogni caso una pulizia prima di rimettere l’acqua è necessaria.

 Cosa serve?

Spazzola con setole in plastica morbide.

Sgrassatore specifico per materiali plastici. Anche un tradizionale sgrassatore può andare bene.

Alghicida miscelato con acqua.

✓ Idropulitrice, in alternativa va bene anche un normale getto d’acqua. può far risparmiare tempo. Naturalmente bisogna impostare la potenza adeguata.

Innanzitutto bisogna pulire il telo della piscina fuori terra mediante la spazzola con setole morbide, utilizzare lo sgrassatore apposito per eliminare ogni traccia di grasso e sporco. Consigliamo sempre di utilizzare l‘alghicida miscelato con l’acqua per eliminare un eventuale presenza di alghe. Infine utilizzare l’idropulitrice per sciacquare il telo.

3. Montaggio della piscina fuori terra

Piscina fuori terra frame: Se si ha a che fare con una piscina fuori terra frame, ovvero con struttura in metallo, il montaggio dello scheletro tubolare può essere facilitato dall’applicazione di borotalco sui tubi del telaio, ciò facilita notevolmente lo scorrimento degli stessi all’interno del telo velocizzando le operazioni.

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Piscina fuori terra autoportante: Per le piscine fuori terra autoportanti le operazioni sono più semplici, infatti dopo aver gonfiato l’anello perimetrale si può iniziare il riempimento della piscina senza particolari problemi, tenendo però d’occhio che il livello dell’acqua faccia alzare uniformemente l’anello senza perdite d’acqua.

 

4. Riempimento della piscina fuori terra

È importante contattare operatori certificati per il riempimento integrale della piscina, essi garantiscono un lavoro a norma di legge e un utilizzo di acqua equilibrata e pronta all’uso.

Per chi invece deve solo rimpinguare il livello di acqua, consigliamo di riempirla con acqua proveniente dall’acquedotto. Essendo essa controllata alla fonte garantisce più equilibrio tra i suoi componenti chimici. L’acqua proveniente da pozzi o cisterne comporta un lavoro di equilibratura più difficile, non sempre con risultati ottimali.

Dopo aver riempito la piscina fuori terra a livello ottimale, bisogna capire lo stato dell’acqua facendo un test del pH e del cloro. Il test migliore è quello in cui si riempiono due piccoli flaconcini d’acqua e la si fa reagire con specifici liquidi che danno un attendibile valore di cloro e pH. (i test in strisce tampone sono meno attendibili).

Con ogni probabilità l’acqua sarà carente di Cloro e il pH dovrà essere corretto. In questi casi si ricorre ai cosiddetti “trattamenti shock”. Consigliamo di mettere del cloro granulare dentro un recipiente con dell’acqua (in modo che il cloro granulare non finisca diretto sul fondo della piscina perché potrebbe macchiare il telo) con la quantità consigliata sull’etichetta del prodotto e miscelarli. Una volta miscelati vanno inseriti nell’acqua della piscina fuori terra. Il controllo del pH varia a seconda di che tipo di “durezza” essa ha e può essere facilmente corretto con prodotti in grado di alzare o diminuire il livello di durezza all’interno della vostra piscina fuori terra.

In caso di aggiunta di acqua a inizio anno, consigliamo di cambiare circa 1/3 dell’acqua della piscina ed effettuare i necessari test Cloro e PH. Naturalmente la pulizia delle pareti va effettuata prima di aggiungere acqua in modo che l’acqua in arrivo sia “purificata” e non intaccata da alghe derivanti dalla pulizia.

5. Installazione della pompa, flocculante e antialghe

Come ultima cosa bisogna collegare la pompa alla piscina fuori terra. Ogni pompa ha delle specifiche funzioni: le principali sono il filtraggio che permette all’acqua di essere costantemente filtrata dal sistema di filtraggio (con filtro a cartuccia le piscine medio/piccole, a sabbia di quarzo  -in alcuni casi con cristalli di vetro- per quelle medio/grandi) e il retrolavaggio che permette di pulire il sistema di filtraggio.

Nel caso in cui si l’acqua sia un po’ torbida sia in fase di montaggio che di utilizzo in stagione è opportuno usare il flocculante. Il flocculante è un prodotto da aggiungere all’acqua della piscina fuori terra nelle dosi opportunamente indicate nella confezione del prodotto. La funzione del flocculante è quella di andare a legarsi tramite un procedimento chimico con la sabbia all’interno della pompa contribuendo all’eliminazione delle particelle che sono una delle cause che rendono l’acqua torbida della piscina fuori terra. Grazie a questo liquido la sabbia di quarzo aumenterà l’efficacia di filtraggio e dopo 4/5 ore dopo aver aggiunto il flocculante è necessario effettuare un controlavaggio per liberare la sabbia da quest’ultimo.

Nel caso in cui si presentino alghe, diventa necessario l’utilizzo dell’antialghe, reperibile facilmente nei fai da te e nei negozi specializzati. L’antialghe è un prodotto che si trova sia in forma liquida che solida (sotto forma di pastiglie) e aggiungendolo in maniera costante nella piscina permette la non formazione di alghe.

Esso può essere utilizzato anche per eliminare le alghe presenti sulle pareti delle piscine fuori terra. Sia quando esse sono già montate che siano in fase di rimessaggio invernale.

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